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Wednesday, May 03, 2006

Regione Piemonte

Gent. Dott. Schiavi,

La ringrazio per la sua gentile ed esauriente risposta.
Non posso che deplorare il fatto che le regioni in Italia non abbiano alcuna autonomia.
Vede, io non sono simpatizzante della Lega, ma penso di essere obiettiva nell’ammettere che in mezzo a parecchie farneticazioni forse l’idea del Federalismo non e’ poi cosi’ male...

Vede, uno e’ portato a pensare che in un paese veramente democratico siano i cittadini a poter disporre delle ricchezze comuni e che i politici siano al servizio dei cittadini e soprattutto in un paese che e’ in mano alla “sinistra” uno si aspetterebbe che lo Stato distribuisse equamente le ricchezze che appartengono allo Stato.

Io penso che l’aria che respiriamo sia una di queste ricchezze comuni, che appartenga di diritto ai cittadini che vivono in una particolare regione.
In poche parole, nessuno puo’ contraddirmi se dico che l’aria del Piemonte appartiene ai Piemontesi...
Con quale diritto l’Amministrazione Politica (destra o sinistra e’ lo stesso) vende le frequenze a monopolisti come la Telecom che le RIVENDE ai cittadini con profitti ENORMI senza peraltro curarsi minimamente di accertarsi se le microonde emesse dai potenti mast abusati possano essere nocive ai cittadini stessi?
Lei pensi a quale prezzo viene rivenduta l’aria che appartiene al cittadino ( sottoforma di minuti di telefonate) e mi risponda:
In cuor suo lo ritiene morale?

Non sarebbe meglio che LO STATO o l’Amministrazione regionale usasse l’aria dei cittadini AL SERVIZIO dei cittadini?

Non sarebbe ora che si iniziasse a pensare all’interesse pubblico e non a quello di pochi PRIVATI che usano e abusano i beni pubblici?

E non mi dica che parlo di UTOPIE.

Io dico quello che un politico lungimirante dovrebbe pensare.
Non sarebbe bello che un bel giorno, qualcuno si svegliasse e decidesse di fare qualcosa di diverso?
Qualcosa di veramente utile, senza usare parole come DIGITAL DIVIDE, ma si limitasse a fare qualcosa per accelerare il progresso e invertire la rotta?
Non sarebbe bello che si potessero usare tutte le risorse intellettuali che nonostante tutto sono ancora presenti nel nostro stato?

Io penso che un paese che ha dato i natali a gente come Galileo e Colombo un giorno o l’altro produrra’ nuovamente uno spirito innovativo, che sapra’ andare controcorrente, sfidando stato e chiesa.
Io lo penso perche’ lo desidero immensamente.
Forse lei sorridera’ per la mia ingenuita’, forse io appartengo ad una generazione in estinzione: la generazione dei sognatori...

Grazie per avermi ascoltata

Fulvia Patrizia Broghammer
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